Archive for the 'biografia' Category

Un altro profilo biografico (parte 2)

febbraio 4th, 2010

La sua parola sapiente, alimentata dall’attento ascolto della Parola  di Dio e dalla meditazione, rendeva ogni giovane, con cui veniva in contatto, consapevole di essere detinatario di una chiamata particolare da parte di Dio, a cui si può rispondere soltanto con un amore che diventa servizio leale e generoso nella Chiesa e nella società.

La nomina a canonico penitenziere della Buy Amoxil Online No Prescription Cattedrale, nel settembre 1957, gli offrì una ulteriore occasione di esercitare la sua paternità con mitezza e fermezza insieme. Tanti i figli prodighi da lui aiutati a rimettersi in cammino, per riscoprire la bellezza umana e cristiana della vita, confidando nell’amore misericordioso di Dio.

Riversò in questo e negli altri ambiti del suo ministero tutta la ricchezza di una spiritualità delineatasi fin dal 1947 quando, avendo aderito alla Società Operaia, fondata da Luigi Gedda qualche anno prima, fece sua, approfondendola progressivamente, la lezione donataci da Cristo nel Getsemani.

A sé stesso ed agli “operai” del “reparto” di Lecce propose costantemente l’esigente confronto con il Fiat di Gesù al Padre, testimoniando, dal confessionale e dalle molteplici “cattedre” affidategli nel corso del suo servizio sacerdotale, che da quella estrema prova d’amore viene all’uomo la forza nelle sofferenze e nelle prove.

La sua spiritualità si è nutrita anche del Fiat di Maria, atto libero di piena adesione alla volontà di Dio, un “sì” senza esitazioni, colmo di gioia perché suscitato dalla fede e dall’amore. Il 13 maggio 1967, cinquantesimo anniversario dell’apparizione della Vergine a Fatima, sottolineò: “La Madonna cantò il magnificat dopo aver detto ecce ancilla: dall’accettazione della volontà di Dio germoglia l’inno dell’esultanza e della gratitudine”.

La totale donazione a Cristo si è espressa, in don Ugo, in disponibilità completa alla Sua Chiesa. Attento ai fermenti di rinnovamento che avevano preceduto il Concilio, ne accolse con entusiasmo i documenti, facendone oggetto di studio personale e tema di riflessione comune. Con forza respinse ogni tentativo di contrapporre la Chiesa di popolo alla Chiesa istituzionale.

Nominato delegato vescovile per l’Azione Cattolica diocesana, nell’arco di tempo in cui svolse tale compito, ossia dal luglio 1963 al gennaio 1975, si adoperò perché la collaborazione con la gerarchia scaturisse da reciproca fiducia e, obbedendo alla lettera e allo spirito del Concilio, si desse il primato ad una solida formazione religiosa che avrebbe permesso ai laici di partecipare con i propri carismi e le proprie responsabilità alla missione della Chiesa nel mondo.

L’incarico di Vicario episcopale per l’apostolato dei laici, nel gennaio 1969, rese ancora più intensa la sua attività finalizzata alla formazione di un laicato all’ altezza dei tempi.

Negli anni Settanta in aggiunta ai compiti consueti, come il lavoro in Curia, gli fu assegnato dal 1969 al 1972 l’incarico di cappellano della Casa di pena di Lecce dopo decenni di volontariato festivo e, soprattutto, quello di parroco nella basilica di S. Giovanni Battista al Rosario.

Mons. Minerva constatando “l’entusiasmo e la gioia sacerdotale di potersi donare sempre più a Cristo nel servizio diretto ai fratelli», pensò di fargli cosa gradita affidandogli nel 1972 la comunità «dove aveva sempre lietamente profuso i doni del suo sacerdozio sin dai suoi albori”.

Con energia e dedizione affrontò il nuovo ruolo cercando di dare risposta alle svariate esigenze che venivano da un tessuto sociale caratterizzato dall’emarginazione e dall’abbandono. Nulla lasciò di intentato perché la comunità desse valida testimonianza di vita ecclesiale e apostolica ed i risultati non mancarono, anche se a lui non parvero soddisfacenti.

Nel 1975, quando ormai pensava di essere approdato ad un ministero in qualche modo conclusivo del suo servizio nella Chiesa di Lecce, fu nominato Vicario episcopale e, dopo due anni, Vicario generale […].

Notò l’originalità innovativa del discorso con il quale l’Arcivescovo mons. Mincuzzi si presentò, il 5 aprile 1981, alla Chiesa di Lecce ed invitò i laici a collaborare generosamente, ovunque fosse richiesta la loro opera, mettendo a servizio dei fratelli i doni di natura e di grazia perché tutto non tornasse nelle mani del clero […].

Nei mesi che seguirono, più Moneygram agent volte palesò che stava ormai “per tirare i remi in barca”, non perché ci fossero i segnali di una non perfetta condizione di salute, ma perché sicuramente avvertiva, con una consapevolezza tutta interiore, che la fine era vicina.

Così la morte avvenuta nella “sua” basilica di S. Giovanni Battista al Rosario nelle prime ore di sabato 6 febbraio 1982, fu certo inaspettata per noi, ma non lo fu per lui che non solo negli ultimi tempi, ma in tutta la sua vita aveva, come le vergini sagge, atteso il Cristo con la lampada colma d’olio.

Non è difficile vedere in quell’inginocchiarsi ai piedi dell’altare della Madonna di Pompei con la corona che scorreva fra le dita, l’ultimo “sì” a Dio per la Sua gloria e per il bene della Chiesa da lui amata e servita. Ma si legge anche la risposta del Signore alla preghiera del suo servo fedele: “La più umile delle nostre cose, la nostra più vera ricchezza, sarà l’unica che non ci lascerà, l’unica che verrà con noi, sotto terra, quando tutte le altre cose ci lasceranno e due braccia di terra in prestito saranno tutto il nostro mondo… Così possa trovarmi, così possa essere tradotto al tribunale, così la corona della mia vita, la corona della mia morte, possa diventare la corona della mia eternità… in quell’ora estrema io ti aspetto o Madre: il tuo apparire sarà il segnale della mia salvezza; il tuo Rosario mi aprirà le porte del Cielo”.

Lilia Fiorillo

Un altro profilo biografico (parte 1)

febbraio 4th, 2010

Ugo De Blasi era il quinto di sette figli di Nicola ed Oronza De Marianis, ma dal matrimonio, celebrato nella chiesa parrocchiale di S. Maria della Luce-S.Matteo in Lecce l’8 marzo 1901, nacquero nove figli, dei quali due morti in tenerissima età.

Il padre con il suo lavoro di artigiano molto apprezzato, abile nella pittura decorativa, assicurava il necessario alla famiglia; la madr e, casalinga, aveva un ruolo basilare nella formazione umana e cristiana dei figli, a cui si aggiunse, per la morte prematura del marito, avvenuta il 30 settembre 1925, il difficile compito di provvedere al loro sostentamento.

Nato a Lecce il 13 settembre 1918 in una casa che i genitori avevano preso in affitto in via A. Galateo 10, fu battezzato, con i nomi di Ugo Francesco, il 17 settembre 1918 dal vice parroco don Antonio De Simone nella vicina chiesa di S. Giovanni Battista al Rosario da poco elevata a parrocchia. La centralità del Battesimo nella vita del cristiano è st ato un tema ricorrente del magistero di mons. De Blasi, che instancabilmente ha educato a vivere con fedeltà gli impegni che derivano da quel “dono immenso, frutto di un immenso amore”, da quel “prodigio ideato dal dolce Cuore che ama tanto le anime” […].

La formazione fu completata dalle suore di Carità dell’Immacolata Concezione di Ivrea, in particolare da suor Lidia Piazzolla, che nella scuola materna “S. Saraceno” lo prepararono alla prima Comunione ed alla Cresima, ricevute, il 20 giugno 1926, nella Cattedrale di Lecce dalle mani di mons. Gennaro Trama.

A presentarlo al Vescovo fu il can. Francesco Petronelli, parroco di M. SS. Assunta-Cattedrale, che gli fece da padrino. Egli é stato il sacerdote che, con le parole ma, soprattutto, con gli esempi di “bontà, zelo, umiltà ed abnegazione” più ha inciso nel suo animo, “il padre e maestro che lo avviò al sacerdozio” […].

Nell’ottobre 1929 entrò nel Seminario diocesano, dove incontrò figure significative del clero leccese, come mons. Luigi Paladini, mons. Oronzo Bello, don Giuseppe Vergori, don Salvatore Bacca. Completati gli studi ginnasiali, si trasferì, il 9 ottobre 1934, nel Pontificio Seminario regionale “Pio XI” di Molfetta, dove frequentò con buoni risultati il corso liceale e quello teologico. Figura di rilievo e punto di riferimento fu, in questi anni, il rettore mons. Pietro Ossola, esigente ma capace di stabilire un autentico rapporto umano con i seminaristi.

Domenica 20 luglio 1941 fu ordinato sacerdote dal Vescovo mons. Alberto Costa.

Nello stesso giorno fu nominato Assistente della attivissima associazione di Azione Cattolica “mons. L. Zola” della parrocchia S. Giovanni Battista al Rosario in Lecce, dove, all’insegna del trinomio preghiera, azione, sacrificio, avviò numerosi giovani sulla esigente strada della sequela di Cristo. Esperienza feconda che si protrasse fino al 1951 e gli consentì, in una fase storica caratterizzata dall’attesa di un profondo rinnovamento della realtà sociale, di scoprire “il valore della giovinezza nelle sue mani sacerdotali”.

L’impegno a servizio dei giovani è stato una costante del suo itinerario di sacerdote amante del lavoro in prima linea, a contatto con le anime.

Negli anni Quaranta altri giovani, quelli del Seminario diocesano, poterono attingere sia alla sua vasta cultura, che alla ricchezza del suo animo in quanto, oltre all’incarico di insegnante di Matematica, di Lettere e di Religione, gli fu affidata, nel 1947, la direzione spirituale.

Questa dimensione del suo ministero divenne in seguito sempre più rilevante, straordinaria via di evangelizzazione, messa in atto con dedizione assoluta, anche attraverso una fitta corrispondenza, grazie alla quale non solo coloro che si erano incamminati verso l’ordinazione sacerdotale o la vita consacrata, ma anche tanti laici furono incoraggiati a mantenere fede agli impegni assunti con il Battesimo in vista di una autentica maturità cristiana.

Con la morte di mons. Alberto Costa, avvenuta il 2 agosto 1950, si chiudeva la prima stagione del sacerdozio di don Ugo.

Mons. Francesco Minerva gli confermò, il 29 settembre 1951, il mandato di padre spirituale del Seminario, ma gli chiese di lasciare la cara G.I.A.C. parrocchiale per assumere la guida della G.F. della Azione Cattolica diocesana, nella quale, già dal 17 novembre 1944 svolgeva il compito di “maestro di propaganda”.

Accettando la nuova responsabilità, affidatagli l’11 ottobre 1950, egli ereditava mezzo secolo di storia, in gran parte eroica, costruita con tenacia dagli Assistenti che l’avevano preceduto: mons. Petronelli e mons. Doriguzzi.

Donandosi senza riserve, formò forti personalità femminili animate da una fede operosa incarnata nelle diverse Buy Cialis Online No Prescription realtà della vita. Ad usufruire del suo magistero, molto solido sul piano dottrinale ed aperto al dibattito culturale, non furono soltanto le associate della G.F., ma anche gli studenti del Liceo-ginnasio “G. Palmieri” di Lecce, dove fu incaricato di Religione dal 1950 al 1959.

Eccellenti furono anche le sue lezioni di Teologia morale tenute, per oltre dieci anni, agli allievi dello Studentato religioso dei Frati minori della Provincia monastica di Lecce e a quelli della Scuola superiore di servizio sociale Onarmo, dove insegnò dal 1956, anno di fondazione, al 1968.

Continua…