Un altro profilo biografico (parte 1)

0
70

Ugo De Blasi era il quinto di sette figli di Nicola ed Oronza De Marianis, ma dal matrimonio, celebrato nella chiesa parrocchiale di S. Maria della Luce-S.Matteo in Lecce l’8 marzo 1901, nacquero nove figli, dei quali due morti in tenerissima età.

Il padre con il suo lavoro di artigiano molto apprezzato, abile nella pittura decorativa, assicurava il necessario alla famiglia; la madr e, casalinga, aveva un ruolo basilare nella formazione umana e cristiana dei figli, a cui si aggiunse, per la morte prematura del marito, avvenuta il 30 settembre 1925, il difficile compito di provvedere al loro sostentamento.

Nato a Lecce il 13 settembre 1918 in una casa che i genitori avevano preso in affitto in via A. Galateo 10, fu battezzato, con i nomi di Ugo Francesco, il 17 settembre 1918 dal vice parroco don Antonio De Simone nella vicina chiesa di S. Giovanni Battista al Rosario da poco elevata a parrocchia. La centralità del Battesimo nella vita del cristiano è st ato un tema ricorrente del magistero di mons. De Blasi, che instancabilmente ha educato a vivere con fedeltà gli impegni che derivano da quel “dono immenso, frutto di un immenso amore”, da quel “prodigio ideato dal dolce Cuore che ama tanto le anime” […].

La formazione fu completata dalle suore di Carità dell’Immacolata Concezione di Ivrea, in particolare da suor Lidia Piazzolla, che nella scuola materna “S. Saraceno” lo prepararono alla prima Comunione ed alla Cresima, ricevute, il 20 giugno 1926, nella Cattedrale di Lecce dalle mani di mons. Gennaro Trama.

A presentarlo al Vescovo fu il can. Francesco Petronelli, parroco di M. SS. Assunta-Cattedrale, che gli fece da padrino. Egli é stato il sacerdote che, con le parole ma, soprattutto, con gli esempi di “bontà, zelo, umiltà ed abnegazione” più ha inciso nel suo animo, “il padre e maestro che lo avviò al sacerdozio” […].

Nell’ottobre 1929 entrò nel Seminario diocesano, dove incontrò figure significative del clero leccese, come mons. Luigi Paladini, mons. Oronzo Bello, don Giuseppe Vergori, don Salvatore Bacca. Completati gli studi ginnasiali, si trasferì, il 9 ottobre 1934, nel Pontificio Seminario regionale “Pio XI” di Molfetta, dove frequentò con buoni risultati il corso liceale e quello teologico. Figura di rilievo e punto di riferimento fu, in questi anni, il rettore mons. Pietro Ossola, esigente ma capace di stabilire un autentico rapporto umano con i seminaristi.

Domenica 20 luglio 1941 fu ordinato sacerdote dal Vescovo mons. Alberto Costa.

Nello stesso giorno fu nominato Assistente della attivissima associazione di Azione Cattolica “mons. L. Zola” della parrocchia S. Giovanni Battista al Rosario in Lecce, dove, all’insegna del trinomio preghiera, azione, sacrificio, avviò numerosi giovani sulla esigente strada della sequela di Cristo. Esperienza feconda che si protrasse fino al 1951 e gli consentì, in una fase storica caratterizzata dall’attesa di un profondo rinnovamento della realtà sociale, di scoprire “il valore della giovinezza nelle sue mani sacerdotali”.

L’impegno a servizio dei giovani è stato una costante del suo itinerario di sacerdote amante del lavoro in prima linea, a contatto con le anime.

Negli anni Quaranta altri giovani, quelli del Seminario diocesano, poterono attingere sia alla sua vasta cultura, che alla ricchezza del suo animo in quanto, oltre all’incarico di insegnante di Matematica, di Lettere e di Religione, gli fu affidata, nel 1947, la direzione spirituale.

Questa dimensione del suo ministero divenne in seguito sempre più rilevante, straordinaria via di evangelizzazione, messa in atto con dedizione assoluta, anche attraverso una fitta corrispondenza, grazie alla quale non solo coloro che si erano incamminati verso l’ordinazione sacerdotale o la vita consacrata, ma anche tanti laici furono incoraggiati a mantenere fede agli impegni assunti con il Battesimo in vista di una autentica maturità cristiana.

Con la morte di mons. Alberto Costa, avvenuta il 2 agosto 1950, si chiudeva la prima stagione del sacerdozio di don Ugo.

Mons. Francesco Minerva gli confermò, il 29 settembre 1951, il mandato di padre spirituale del Seminario, ma gli chiese di lasciare la cara G.I.A.C. parrocchiale per assumere la guida della G.F. della Azione Cattolica diocesana, nella quale, già dal 17 novembre 1944 svolgeva il compito di “maestro di propaganda”.

Accettando la nuova responsabilità, affidatagli l’11 ottobre 1950, egli ereditava mezzo secolo di storia, in gran parte eroica, costruita con tenacia dagli Assistenti che l’avevano preceduto: mons. Petronelli e mons. Doriguzzi.

Donandosi senza riserve, formò forti personalità femminili animate da una fede operosa incarnata nelle diverse realtà della vita. Ad usufruire del suo magistero, molto solido sul piano dottrinale ed aperto al dibattito culturale, non furono soltanto le associate della G.F., ma anche gli studenti del Liceo-ginnasio “G. Palmieri” di Lecce, dove fu incaricato di Religione dal 1950 al 1959.

Eccellenti furono anche le sue lezioni di Teologia morale tenute, per oltre dieci anni, agli allievi dello Studentato religioso dei Frati minori della Provincia monastica di Lecce e a quelli della Scuola superiore di servizio sociale Onarmo, dove insegnò dal 1956, anno di fondazione, al 1968.

Continua…