Maria SS. e l’Eucaristia

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Vagando instancabile e insoddisfatto nelle Sue esigenze d’amore, Gesù Eucaristia ogni settimana pone le sue tende, alza il suo tabernacolo nelle nostre belle chiese cittadine e lì attende quanti, dimentichi… vivono di Lui vivente nell’Ostia, si fanno una premura di seguirlo ovunque egli vada, col solo giuramento permesso a un amore sincero, disinteressato, generoso: <<sequar te quocumque ieris>>.
E questa settimana Gesù s’è attardato in amorosa attesa nella chiesa che ci accoglie, e penso a Gesù stanco e impolverato, sotto i raggi del sole meridiano, sedere al pozzo di Sicar ed ivi attendere la donna Dammi da bere! E davanti al rifiuto spontaneo: <<Si scires donum Dei>>.
S’è attardato a preparare meglio i cuori alla celebrazione di domani, ch’è poi una festa anche sua, direi la prima processione eucaristica, perchè Gesù era nel seno di Maria quando questa s’affrettò ad andare nella casa di Elisabetta.
E stasera nel crepuscolo di questa settimana eucaristica, quale più bella elevazione proporre al popolo cristiano, se non meditare sulle interferenze, sui rapporti della Madonna con Gesù Eucaristia: adorare Gesù, Figlio di Maria ringraziare Gesù di questo capolavoro del suo amore ripararlo delle offese lanciate contro di Lei perché sua madre pregarlo ché nonostante l’ingratitudine continui a serbarci i tesori del suo cuore ?
I Adorare: tutto quanto di bello, di grande, avviene nella Chiesa di Dio: tutto lo splendore del culto, la sublimità delle sue gesta, la magnificenza delle sue imprese, tutto s’incentra nel Tabernacolo. L’Eucaristia è il centro motore della vita della Chiesa senza di cui scompare la forza dei martiri, la purezza dei casti, la sapienza dei dottori, l’eroismo dei Santi Fuoco Umile.
Nell’Eucaristia però non si può prescindere da Maria, ché lì c’è la carne di Maria, il cuore di Maria Immacolata sintonizza con quello dell’ Agnello Immacolato. E mentre davanti all’Ostia radiosa mi riecheggiano le parole: <<ecce agnus Dei.>>; mi pare ancora di assistere all’estasi cui si eleva il veggente: <<Veni ostendam tibi sponsam>>. Ti mostrerò nella Vergine la sposa, meglio la madre dell’Agnello svenato. Quelle prerogative paradossali, Vergine e Madre, di cui parlai, l’avvolsero in vista di ciò che doveva donare a Gesù.
Gesù e Maria: Maria ha dato a Gesù quel che ogni madre dà al proprio figlio nel concepirlo: <<caro Christi, caro Mariae, sanguis Christi, sanguis Mariae>>. Madri che mi ascoltate, quante volte avete fatto appello a quel principio di causalità, sia pure strumentale, nei riguardi dei vostri figli. Ebbene quel che voi potete dire con tutta ragione dei vostri figli, Maria lo può dire di Gesù; quel che nel silenzio dei secoli il Padre: “filius meus“, Maria lo ripete nella pienezza dei tempi.
Lo disse esplicito: <<e l’adorò beata innanzi a Dio>>.
Eucaristia e presepio: due termini che si completano, si abbinano. Sull’altare del Sacrificio Eucaristico Maria vede rinnovarsi il suo dolce ufficio alla culla di Betlemme, quando il Signore lo chiama dal cielo e lo avvolge nei veli eucaristici.
Si pensi per un momento se regge l’animo se Maria si fosse rifiutata di pronunciare il fiat? E un futuribile, ma si rifletta che se quest’astro lo dobbiamo a Maria, per quam.
Non fu il seno della Vergine il primo ostensorio, dove Gesù rimase per nove mesi, e dopo le effusioni di Betlemme e le intimità di Nazareth non fu la Vergine la più perfetta adoratrice della divina Eucaristia ?
II – Ringraziare: Maria ha reso Gesù partecipe della nostra umanità, e Gesù cosa ha dato a Maria. Tutta una corona di privilegi aureola la fronte di Maria. Gesù che come uomo dipende da Maria, le è anteriore e perciò arricchì la madre di ornamenti inestimabili , e più che tutto <<omnis gloria eius ab intus>>.
1. Gesù l’ha scelta a preferenza di tante altre: <<Dominus possedit>>
<<termine fisso d’eterno consiglio>>.
2. Per lei fece la grande e unica eccezione alla legge universale: l’immacolata. <<Macula originalis non est in Te>>.
3. La ricolmò di grazie, tanto che un arcangelo piega riverente il ginocchio innanzi a lei e la saluta: <<gratia plena>>. E poneva suggello in quell’ora storica abbinando in Lei alla gloria così pura della verginità la gioia altrettanto casta della maternità.
4. E chi potrà ridire le grazie derivate a Maria da vita nascosta con Gesù, nei gaudi e nei giorni grigi della passione ?
Se è vero che con ragionamento illativo dagli effetti si conosce la bontà della causa, dai frutti l’albero, l’Assunzione che venne ultima e l’Inconorazione che la seguì, ci parlano di un apice di grandezza da creatura nè umana nè angelica mai più raggiunto.

III Riparare: accertati i punti di contatto che avvicinano la Vergine all’Ostia benedetta; vorremmo conoscere la ragion d’essere di questa intimità. Essa non è certamente fine a se stessa, ma si ricollega a un piano divino in nostro favore.
Perché Maria ha dato un corpo a Gesù? Perchè Gesù ha così arricchito la madre Sua ? Nella duplice risposta troveremo nuovi motivi di gratitudine per Maria e di speranza per noi.
1. Solo un Dio poteva restituire a Dio la gloria manomessa col peccato. Ma Dio rimanendo Dio non lo avrebbe mai potuto, gli era necessaria una natura creata, anche se non umana e passibile.
La Seconda Persona non volle assumere una natura angelica: unì a sè ipostaticamente una natura umana, nel seno purissimo di Maria.
Il fiat di Maria fu un consenso all’Incarnazione, sì, ma all’ Incarnazione redenzione, all’Incarnazione sacrificio. Fiat all’ufficio di Madre di Dio, ma di Dio Redentore, di Dio vittima, di Gesù Ostia, Ostia sul legno della croce, e negli annientamenti del Tabernacolo: ecco il secondo scopo per cui Maria dette un corpo a Gesù.
Se il seno del Padre è il cielo sconfinato da cui scende a noi il Verbo fatto carne; il seno di Maria è l’altro cielo dove il nostro alimento volle essere elaborato nella sua umanità. La Vergine si nutriva, e nutrendosi preparava il nostro nutrimento
<<O admirabile commercium>>, e non è stereotipia, quando si afferma che Gesù istituì l’Eucaristia per la Madonna. Fu la visione di anime Ma fu soprattutto il presentimento dell’ amore di Maria.
2. Sì nessuna fu più vicina a Gesù “in mente Dei” e nella pienezza dei tempi, e quest’assioma legittima la risposta al secondo interrogativo. L’aveva designata corredentrice e madre degli uomini: Lui novello Adamo, Lei la nuova Eva. Nel Vangelo è accanto a Lui: a Betlemme, a Gerusalemme, a Nazareth, a Cana, nelle varie tappe secondo che notano gli Evangelisti. Sul Calvario: Figlio Donna.
E mentre un guizzo di amore filiale avvince il cuore di Gesù, quelle parole trasumano il cuore della Madonna, nell’effusione della carità divina, dilatano in una maternità senza barriere, senza confini, maternità universale
IV – Ed allora: se misteri di vita e di morte, di amore e di dolore amalgamarono inscindibilmente Madre e Figlio, in un senso apparente e metaforico, potremmo ripetere: <<quod Deus coniunxit>>.
Per conoscere, amare, vivere di Gesù ci è necessaria una guida; una guida, perché Gesù è tanto in alto e noi ci invischiamo nella valle di lacrime. Gesù è la santità noi il peccato.
Guida e aiuto per divina disposizione è la Vergine, via regale per giungere e penetrare nel cuore di Gesù palpitante nell’Eucaristia.
E la Madonna nulla di più desidera che di condurre anime a Gesù: è la sua inclinazione, è il suo materno istinto.
Dirò di più: a nulla varrebbe essere divoti della Madonna, se ciò non fruttasse l’amore al divino Figlio, a Gesù Eucaristico.
Ecco perché nelle apparizioni Maria ha sempre raccomandato la Comunione frequente e la recita del Rosario, alla veggente di Lourdes, ai pastorelli di Fatima. Ecco perché vuole che si innalzino sontuose basiliche, per fare di Lourdes e di Fatima centri eucaristici. I miracoli si compiono a Lourdes al passaggio dell’Ostia e dall’altare di Maria si parte la processione e quell’altare ritorna quasi a deporlo in seno, mentre i miracolati ringraziano Gesù, e dopo Gesù, Maria.